Montefalcone nel Sannio, suggestivo borgo della valle del Trigno, si sviluppa sul monte “La Rocchetta” con vicoli in pietra che conducono alla sua verde pineta. Il paese conserva un fascino antico, testimoniato dalle case in pietra e dai resti archeologici.
Si ritiene che l’insediamento originario fosse “Maronea”, un santuario-fortezza abitato dai Sanniti e teatro di scontri durante la marcia di Annibale verso Canne. Resti di mura ciclopiche sono ancora visibili sul monte. Dopo un periodo di scarsa documentazione storica, Montefalcone compare nuovamente nel periodo angioino come feudo dei Cantelmo, seguendo poi le sorti del Regno di Napoli fino all’unità d’Italia. Nel 1869, per distinguersi da altri comuni omonimi, il paese aggiunse “del Sannio” al proprio nome.
Di particolare interesse è la chiesa di San Silvestro Papa, ricostruita nel 1732 dopo un incendio del 1702. In stile neobarocco, custodisce statue attribuite a Paolo Saverio di Zinno e una reliquia di San Giovanni Battista. Notevole l’organo seicentesco con cassa in oro zecchino, tra i più antichi del Molise. Sotto la chiesa si trova la cripta di Santa Caterina.
La torre campanaria ospita cinque campane, tra cui “la grossa”, unica superstite alle requisizioni belliche, e “La Francese”, fusa nel 1967 con il bronzo di una campana francese consegnata dopo la guerra. Curiosa la leggenda delle scalinate retrostanti, che dovevano essere diciotto per motivi simbolici, ma furono realizzate in numero maggiore per un dispetto del committente.
Altri luoghi di interesse includono la chiesa della Madonna delle Grazie, legata alla tradizione delle donne sterili in cerca di una grazia e il vicino convento dei Cappuccini. Da visitare anche i resti delle fortificazioni sannite, il Palazzo Ducale, la fontana di Piazza del Popolo, Bosco Selva, Lago Grande e la Pinacoteca Maronea. Via Margherita, dedicata alla regina Margherita, è soprannominata “la Siberia” per il freddo persistente.
Montefalcone vanta numerose tradizioni popolari, tra cui “Le Farchie” la vigilia di Natale, “Lu Bufù” e “La Pasquetta” tra dicembre e gennaio, e il canto di Sant’Antonio Abate e San Sebastiano. Piatto tipico sono i cavatelli con carne di capra. Tra i dolci, i “Calciune” natalizi e “La pizzaonta” di Carnevale.
Per i coraggiosi, impossibile resistere al fascino del volo in parapendio, momento adrenalinico e affascinante.