Situato a pochi passi dal fiume Trigno, Montemitro è uno dei tre comuni molisani a minoranza croata, insieme ad Acquaviva Collecroce e San Felice del Molise. La comunità, di origine istriana-dalmata, giunse in Italia nel XVI secolo per sfuggire all’oppressione turca, trovando rifugio in territori disabitati a causa del terremoto del 1456 e della pestilenza del 1495. Ancora oggi, tra i vicoli del borgo, risuona il croato-molisano “na-našo”, una lingua che ha mantenuto intatte molte caratteristiche originarie, integrando anche termini italiani.
Nel cuore del paese sorge la Chiesa Parrocchiale di Santa Lucia, edificata tra il XVIII e il XIX secolo. Probabilmente costruita unendo due strutture preesistenti, la chiesa presenta una navata centrale, un matroneo e un’iconica porta lignea del XIX secolo a trittico chinante, che obbligava chiunque, persino vescovi e feudatari, a inchinarsi per entrare. Al suo interno custodisce una preziosa tela di Santa Lucia, una statua lignea della Madonna delle Grazie (XVI sec.) e antiche epigrafi in pietra. Il campanile, eretto nel XVIII secolo, è dotato di un raro orologio “a sei ore”, tipico della tradizione romana.
Un’altra testimonianza del passato è la Cappella di Santa Lucia, situata nell’antico insediamento di Selo. Distrutta nel tempo, fu ricostruita negli anni ’30 a seguito di un’apparizione della Santa a un abitante del luogo. Dal 1932, ogni anno, la comunità vi si reca in pellegrinaggio la domenica in Albis, celebrando una messa e l’asta dei dolci.
Tra gli eventi più sentiti spicca il Palio di San Rocco, dove le quattro contrade del paese si sfidano in una corsa sugli asinelli, seguita da una grande spaghettata aglio e olio. La notte della Vigilia di Natale, invece, si accende il Prlj, un cono rovesciato di ginepro che arde come simbolo propiziatorio.
L’artigianato tessile, un tempo centrale nell’economia locale, si affianca a una cucina ricca di sapori autentici. Tra i piatti tipici: la paparolizzata (patate lesse con paprika, sarde fritte e peperoni secchi), la testina d’agnello con cacio e uova, gli spaghetti alla chitarra con mollica fritta e i kolači, biscotti ripieni di marmellata e frutta secca. Infine, la ventricina alla paparolica, un insaccato speziato, esalta la tradizione gastronomica del borgo.