Montenero Valcocchiara è un incantevole borgo immerso in un paesaggio fiabesco, con pianure solcate da ruscelli, cavalli e vacche al pascolo, e una maestosa catena montuosa sullo sfondo.
Il nome “Montenero” deriva probabilmente dalle fitte boscaglie che ricoprivano il monte, donandogli un aspetto cupo, mentre “Val Cocchiara” fu aggiunto in seguito per distinguerlo da altri centri omonimi. Le prime testimonianze risalgono al Chronicon Vulturnense che attesta il borgo come parte dell’abbazia di San Vincenzo al Volturno prima del 1011. Nel XII secolo il feudo passò dai Filangieri ai Borrello e nei secoli successivi appartenne a diverse famiglie nobiliari, tra cui i Carafa e i di Sangro, fino alla fine del sistema feudale.
Tra i monumenti di spicco vi è la Chiesa di Santa Maria di Loreto, di origine medievale e rimaneggiata in epoca rinascimentale. Il suo portale, datato 1782, introduce a un imponente campanile che sovrasta il paese. L’interno custodisce un pregevole altare maggiore del 1754 e un antico organo a mantice del 1721. Nella cripta si trova il corpo di San Clemente Martire.
Il Palazzo Ducale, residenza signorile di forma rettangolare, conserva tracce medievali nell’arco d’ingresso e nelle piccole logge sovrastanti. Il territorio ospita inoltre diverse cappelle, tra cui quelle dedicate a Santa Maria del Carmine, San Nicola e Sant’Antonio.
Ai piedi del borgo si estende il Pantano della Zittola, area umida di rilevanza ecologica per la sosta e lo svernamento dell’avifauna. Qui vive il Cavallo Pentro, razza autoctona allevata allo stato brado. La flora include specie rare come un particolare tipo di salice risalente all’era quaternaria, mentre i boschi cedui circostanti ospitano cervi, cinghiali e, sempre più frequentemente, l’orso bruno marsicano.
Una manifestazione storica era il Rodeo Pentro, che si svolgeva in agosto e celebrava la tradizione equestre locale. La gara, forse di origine sannitica, consisteva nel domare cavalli selvaggi, rievocando l’abilità dei cavalieri italici descritti nella battaglia di Aquilonia.
Tra le tradizioni gastronomiche, spicca la festa di San Nicola, durante la quale vengono preparate e distribuite le tipiche sagne fatte in casa, condite con ragù di pecora, esaltando i sapori autentici del territorio.