Portocannone, chiamato in arbëreshë “Portkanuni”, è un comune molisano di minoranza linguistica albanese. Situato a pochi chilometri dal mare, è caratterizzato dal maestoso Palazzo Baronale, costruito tra il 1735 e il 1742 dal barone Carlo Diego Cinni.
Le origini dell’insediamento risalgono al 1046, quando fu fondato con il nome “Portocandesium” nei pressi dell’attuale cimitero comunale. Nel 1456, un violento terremoto devastò l’area, portando a una progressiva migrazione di albanesi in fuga dall’invasione ottomana. Il paese venne ripopolato e ricostruito, con la costruzione della chiesa dedicata alla Madonna di Costantinopoli.
Tra i monumenti di maggiore interesse spiccano il Palazzo Baronale, con i suoi affreschi e arredi d’epoca, e la porta urbica di Borgo Costantinopoli, testimonianza delle migrazioni albanesi, decorata con dipinti arbëreshë. Importanti sono anche la Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo, che conserva un quadro della Beata Vergine Maria SS. di Costantinopoli del XVI secolo, e la Chiesa della Madonna del Carmelo, risalente al XVII secolo.
La tradizione più significativa di Portocannone è la Carrese, che si svolge il lunedì successivo alla Pentecoste. Questa competizione coinvolge tre squadre: i “Giovani” (bianco e celeste), i “Giovanotti” (giallo e rosso) e dal 2008 gli “Xhuvëntjelvet” (arancione). L’origine della festa si lega alla leggenda dei coloni albanesi, che avrebbero seguito due buoi trainanti un carro con l’effigie della Madonna fino alla posizione attuale del borgo. La Carrese è un evento di grande partecipazione, che unisce religione e folklore e coinvolge l’intero Basso Molise.
Oltre alla Carrese, Portocannone ospita altre celebrazioni: la festa di Sant’Antonio (16 gennaio), il Carnevale con il tradizionale rogo di un fantoccio di cartapesta, e il Presepe vivente, che coinvolge gran parte della comunità.
La gastronomia locale riflette l’influenza albanese con piatti come il “Bakalla i rakanuot” (baccalà gratinato), la “Gjimaveja” (minestra di brodo di carne d’agnello), il “Kardhunt ka brodi” (brodo con cardi), la “Pica me cingaridhe” (pizza con ciccioli) e le “Petullat” (frittelle di pasta lievitata, tipiche del periodo natalizio).
Portocannone rappresenta un perfetto connubio tra storia, cultura arbëreshë e tradizioni secolari, mantenendo viva la memoria delle sue radici attraverso feste e gastronomia tipiche.