Salcito: borgo da scoprire tra tratturo e affioramenti rocciosi preistorici

Salcito, borgo molisano al confine con l’Abruzzo, sorge in un territorio collinare caratterizzato dalle suggestive “morge”, affioramenti rocciosi di grande interesse geologico. A valle scorre il fiume Trigno, mentre tra le vie del paese, soprattutto d’estate, si sente spesso parlare romano. Il motivo è una forte migrazione di salcitani a Roma, molti dei quali diventati tassisti, che tornano ogni anno per la tradizionale benedizione dei taxi in onore di San Basilio, patrono del paese.

Le origini del nome “Salcito” sono incerte: potrebbe derivare dal longobardo “Salectu”, riferito a un edificio monostanza per la riscossione delle rendite fondiarie, forse poi trasformato nella chiesa di San Basilio Magno. Altra ipotesi lega il nome ai salici un tempo presenti nella zona. Nel corso dei secoli, il borgo ha avuto diversi feudatari, tra cui i d’Evoli, i Di Capua e i de Regina, questi ultimi legati alla monarchia aragonese nel XV secolo.

Di grande importanza per lo sviluppo del paese fu la vicinanza al tratturo Celano-Foggia, antica via della transumanza. Nel borgo storico si trovano la chiesa di San Basilio Magno e il palazzo marchesale, un tempo castello medievale. La chiesa custodisce reperti archeologici, tra cui un capitello romano con motivi vegetali. Interessante è anche la “pandetta”, una pietra incisa con regole per la cottura del pane nel forno baronale, testimone dell’antico obbligo della decima, che i contadini aggirarono inventando il metodo di cottura “sotto la coppa”, tipicamente molisano.

A pochi passi, la chiesa di San Rocco, detta “dei finestroni”, venne costruita dai salcitani stessi nei primi dell’800 ma rimase incompleta fino ai primi anni 2000. Nei pressi della piazza principale si trova il Parco della Rimembranza con il monumento ai caduti e la statua del Milite Ignoto. Vi si affaccia la chiesa di Santa Maria delle Grazie, mentre poco distante si erge un’antica croce viaria. Lungo la Statale, la chiesa di San Lorenzo, di forma particolare, offre una vista panoramica.

Fuori dall’abitato, le imponenti morge, come la Morgia dei Briganti, Pietra Martino e Pietra Lumanna, raccontano millenni di storia geologica.

Infine, un’eccellenza gastronomica locale è la soppressata, salume tipico preparato artigianalmente con carne di maiale, rinomato per il suo gusto intenso.

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