San Biase, uno dei più piccoli paesi del Molise, sorge tra le valli del Biferno e del Trigno. Le sue origini risalgono alla fine del Trecento, con il nome “Santi Biasi” attestato nel XV secolo, probabilmente in riferimento a un romitorio dedicato a San Biagio Vescovo Armeno. Il borgo è stato feudo di varie famiglie nobiliari, tra cui gli Aquino, Santangelo, Evoli, Stendardo, Filangieri, di Sangro, Carafa e, infine, i De Blasiis.
Tra i reperti storici più significativi vi è il “Cavaliere di San Biase”, il più grande gruppo scultoreo italico conosciuto, rinvenuto nel territorio del paese e oggi esposto al Museo Sannitico di Campobasso. San Biase è noto anche per essere stato l’unico borgo molisano a ribellarsi e uccidere un barone, evento raccontato nei libri di Michele Tanno e Alessia Braia.
Tra le attrazioni spicca la chiesa di Santa Maria dell’Acquabona (XV secolo), di stile barocco con elementi medievali nella facciata e nel campanile gotico. All’interno, una navata unica custodisce una teca con le reliquie di Santa Pia. Degni di nota sono anche il Palazzo Antonino, sorto nel XV secolo e trasformato nel 1660, e la croce viaria in pietra. La natura offre scenari suggestivi, come il bosco Maccavillo, ideale per escursioni e pic-nic.
Le tradizioni religiose e folcloristiche sono molto sentite. Il 3 febbraio si celebra la festa di San Biagio, protettore della gola: i fedeli ricevono l’unzione con olio santo e si distribuiscono pagnottelle benedette. La sera precedente si gioca alla morra e si beve vino locale. Durante l’anno si svolgono varie feste, come la Giornata dell’Emigrante, dell’Anziano, dei Bambini, della Cultura e del Contadino, oltre a sagre gastronomiche dedicate alle “pallotte cacio e uova” e alle “sagne alla z’F’Lmèn”. Importanti eventi sono il Palio dei Rioni, con giochi tradizionali, e il Palio degli Asini, il 15 agosto, con rappresentazioni teatrali.
San Biase vanta una tradizione agricola legata alla patata lunga, riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale italiano (P.A.T.), la cui coltivazione risale all’epoca napoleonica. Un piatto tipico è la “sagne alla z’F’Lmèn”, pasta di grano duro con sugo di maiale, accompagnata da patate cotte sotto la coppa del camino con testine di agnello, una preparazione che esalta i sapori della cucina locale.