San Giovanni in Galdo: dai Sanniti ad oggi lungo il tratturo

San Giovanni in Galdo, immerso tra dolci colline e antichi tratturi, offre una vista suggestiva dal Matese fino ai confini con Campania e Puglia. Questo borgo vanta una storia millenaria, con radici che risalgono ai Sanniti e ai Romani, ben prima dell’arrivo dei Templari, a cui la tradizione locale attribuisce l’antico monastero dedicato a San Giovanni Battista. Il nome stesso del paese deriverebbe dal termine germanico “Wald”, che significa “bosco”, in riferimento alla posizione dell’antico edificio sacro.

Dal punto di vista storico, San Giovanni in Galdo fu feudo ecclesiastico dell’abbazia di Santa Sofia di Benevento fino al 1785, per poi entrare nel Regno dei Borboni fino al 1806. Il centro abitato si sviluppa su una collina con un nucleo medievale ben conservato. Il borgo San Germano, detto “il Morrutto”, sorge su un contrafforte e ospita ancora tracce delle fortificazioni originarie, come le antiche porte (Porta Centrale, Porta Occasum e Porta Alba), grotte ipogee e mura perimetrali incorporate nella nuova struttura del municipio.

Tra i principali tesori archeologici spicca il Santuario Sannitico di Colle Rimontano, che riproduce in scala ridotta il tempio di Pietrabbondante. La chiesa di San Germano custodisce un pregevole pulpito trecentesco, acquasantiere provenienti dalla chiesa di San Giovanni Battista, una tela napoletana del 1593 e una statua settecentesca di San Nicola. Nei pressi del borgo si trova anche una croce viaria in pietra. Di recente è stata inaugurata una mostra permanente delle opere dello scultore Luigi Venturini.

Il paese è animato da numerose manifestazioni tradizionali. Il 4 aprile si tiene la Via Crucis con costumi d’epoca, mentre il 29 agosto si celebra il martirio del patrono San Giovanni Battista con la sagra della “frecassea”, piatto tipico a base di interiora d’agnello, uova e formaggio. Sul fronte musicale, San Giovanni in Galdo ha ospitato il festival “Jazz in Campo, Jazz in Galdo” e vanta il gruppo folkloristico “Zig-Zaghini”, promotore della tradizione locale.

La gastronomia include specialità come cavatelli e tracchiolelle, pan unto, caponata, pasta con polpette, trippa e pizza di granone, rendendo questo borgo un luogo ricco di cultura, storia e sapori autentici.

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