Sant’Elia a Pianisi, situato tra le colline della Val Tappino, è noto anche per aver ospitato Padre Pio durante la sua giovinezza. Le prime testimonianze storiche del borgo risalgono al 1306, quando la feudataria era Florensia de’ Trinci. Nato come punto di raccolta per comunità disperse, il paese sorse su un’altura per motivi difensivi, proteggendosi da briganti e incursioni spagnole.
Inizialmente dedita al commercio, la popolazione si è poi orientata verso l’industria, mantenendo una forte tradizione agricola e artigianale. Il paese fu celebre per le sue fiere, citate nel dizionario enciclopedico Melzi, e vanta una tradizione di funai, vardari e scalpellini.
Il centro storico conserva la struttura medievale con ruderi del castello e antiche abitazioni disposte attorno alla chiesa madre o lungo le mulattiere. Tra i luoghi di culto spiccano l’Abbazia di San Pietro, risalente all’XI secolo e situata fuori dal centro abitato, e la Chiesa Parrocchiale di Sant’Elia, caratterizzata da un alto campanile. Quest’ultima, restaurata nel 1589, custodisce opere di pregio come “L’allegoria dei Sette Sacramenti” (XVI secolo) e la settecentesca “Natività”, donata dalla duchessa Vittoria Di Palma. Qui si trovano anche le reliquie di San Feliciano.
Di particolare rilievo è il convento francescano, completato nel 1531, che ospita un pregevole altare ligneo del XVII secolo e opere di Paolo Gamba. Questo convento ha anche un valore storico legato a Padre Pio, che vi studiò per diversi anni. Altri edifici sacri degni di nota sono la Chiesa di Sant’Anna e la croce calcarea del 1332 situata nell’atrio del comune.
Le tradizioni locali si fondano sulla religione, con celebrazioni per Sant’Antonio (giugno), Sant’Elia (20 luglio), la Madonna del Carmine e San Marco.
La gastronomia locale è un elemento distintivo della cultura del paese. Tra i dolci tipici si annoverano le “trecce” (pasta lievitata intrecciata), i “casciatelli”, i “cauzun”, i “mostaccioli” e le “canestrelle”, cestini di sfoglia fritti e ricoperti di miele. Tra i piatti salati si distinguono i cavatelli, la “mpanizza” (verza con pizza di granturco), “cacio e uova”, i torcinelli e il pancotto con fagioli. Curiosa la preparazione delle arance tagliate a pezzi e condite con acqua, olio e zucchero.
Sant’Elia a Pianisi, con il suo ricco patrimonio storico, religioso e gastronomico, è un borgo che conserva e tramanda tradizioni secolari.