Spinete, piccolo borgo medievale immerso tra colline e boschi, affaccia sulle vallate del Matese. Le sue origini risalgono ai Sanniti, che vi si insediarono lungo il tratturo Pescasseroli-Candela fino alla conquista romana. Alcuni ritrovamenti archeologici suggeriscono che, dopo la sottomissione, si spostarono nella contrada Masseria Strada Vecchia. Nel corso dei secoli, il feudo passò di mano più volte, fino alla famiglia Imperato, ultima detentrice prima dell’abolizione del feudalesimo.
Dopo l’Unità d’Italia, le terre demaniali furono assegnate ai contadini, molti dei quali si trasferirono vicino ai campi, dando vita a tredici borgate. Durante la Seconda Guerra Mondiale Spinete fu occupata dai tedeschi e liberata il 24 ottobre 1943 dalle truppe canadesi che scongiurarono un bombardamento imminente.
Tra gli edifici storici spicca il Palazzo Marchesale, un tempo fortezza normanna e poi residenza nobiliare della famiglia Imperato. Danneggiato da vari terremoti, è oggi diviso in due parti: una più antica in pietra scura e una più recente in pietra chiara.
La Chiesa di Santa Maria Assunta, edificata nel 1241, ha subito diverse ristrutturazioni nel corso dei secoli. La leggenda narra che l’ultima marchesa, Elisa Francipani, assistesse alle funzioni religiose da un passaggio privato che collegava la sua casa alla navata sinistra. Nel XVIII secolo fu ampliata a tre navate e, dopo il terremoto del 2001, restaurata.
Altre due chiese caratterizzano il paese: San Pietro Apostolo, citata già nel 1309, semplice e a navata unica, costruita per servire la parte bassa del borgo, e la Chiesa di San Giovanni Battista, la più grande chiesa di campagna del Molise, costruita per onorare il santo patrono. Numerosi miracoli gli vengono attribuiti, tra cui la protezione del paese dai bombardamenti durante la guerra.
Gli spinetesi celebrano San Giovanni Battista il 24 giugno con una festa molto sentita, mentre in agosto la Pro Loco organizza l’“Estate Spinetese”, ricca di eventi culturali e gastronomici.
Spinete è rinomata per il tartufo, in particolare quello bianco. Tra le specialità locali spiccano l’impaniccia e le taccuzzelle con fagioli, piatti da non perdere per chi visita il paese.