Itinerario artigiano tra Frosolone e Sant’Elena Sannita: lame, profumi e memoria molisana

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Nel cuore dell’entroterra molisano, esiste un percorso capace di intrecciare tradizioni millenarie, mani sapienti e piccoli borghi custodi di mestieri antichi. Un itinerario giornaliero che attraversa due luoghi simbolici dell’artigianato locale: Frosolone, rinomata per la coltelleria, e Sant’Elena Sannita, borgo di affilatori e profumieri.

La giornata inizia a Frosolone, facilmente raggiungibile da Isernia o Campobasso, con sosta presso Piazza Municipio, ideale per lasciare l’auto. Il paese rivela subito la propria anima: vetrine colme di coltelli, insegne in ferro battuto, il rumore delle forge ancora acceso in alcune botteghe. Una visita a un laboratorio artigianale – come quelli delle famiglie Fraraccio o Petrunti – permette di osservare da vicino i processi di forgiatura, levigatura e rifinitura. Ogni lama racconta una storia, ogni gesto segue rituali antichi.

Poco distante si trova il Museo dei Ferri Taglienti, dove è possibile ripercorrere l’evoluzione degli strumenti da taglio, tra utensili da cucina, forbici da sartoria e attrezzi agricoli. Un piccolo scrigno che custodisce la memoria materiale di un territorio forgiato nel ferro.

Dopo una pausa pranzo in una delle trattorie locali, si prosegue in direzione Sant’Elena Sannita: circa 25 minuti d’auto lungo la SP74, tra curve panoramiche e vallate silenziose. Un tempo noto per gli affilatori ambulanti – i “moletari” – questo borgo ha visto molti dei suoi abitanti trasformarsi in profumieri, dopo aver viaggiato per l’Italia intera. Il Museo del Profumo racconta questa singolare metamorfosi: flaconi, essenze, arredi d’epoca e lettere familiari compongono un percorso sorprendente che unisce il lavoro alchemico del profumo alla memoria dell’emigrazione molisana.

Una breve passeggiata nel centro storico consente di osservare le tracce di questo passato: fontane, edicole votive, vecchie botteghe abbandonate. Qui, il tempo sembra rallentare, lasciando spazio al ricordo e all’immaginazione.

Il ritorno conclude un’esperienza densa e poco convenzionale, che attraversa mestieri e identità. Due borghi, due anime, un solo filo conduttore: la mano dell’uomo che crea, affila, conserva e trasforma.

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Tappe dell’itinerario

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Mappa dell’itinerario

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