Mele antiche del Molise: Zitella e Limoncella, frutti di terra e memoria

Ci sono frutti che non crescono solo sugli alberi, ma anche nel tempo. In Molise, tra colline silenziose e borghi che conservano l’anima del passato, sopravvivono due varietà di mele che parlano una lingua antica: la Zitella e la Limoncella.

La mela Zitella, coltivata soprattutto nell’Alto Molise, è rustica e discreta. Con la sua buccia giallo ocra sfumata di rosa e la polpa compatta, profuma di autunno e di dispensa. Si raccoglie a fine ottobre e si conserva per tutto l’inverno, come si faceva un tempo, quando ogni frutto era prezioso. Il suo nome – “zitella” – evoca leggende e delicatezze: c’è chi dice che le ragazze non sposate usassero la sua polpa per ammorbidire la pelle o profumare gli armadi, altri raccontano di mele riempite con olio di gelsomino come candele per le veglie serali.

La Limoncella, invece, è più vivace. Piccola, cilindrica, dalla buccia gialla e punteggiata, ha un gusto acidulo e aromatico che ricorda gli agrumi. In Molise è un frutto sacro, tanto da essere chiamato “Pomo di Gerusalemme” per via della disposizione a croce delle sue logge interne. Si dice che i pellegrini diretti in Terra Santa ne facessero provvista lungo i tratturi molisani.

Oggi queste mele, riconosciute come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), sono protagoniste di progetti di recupero e biodiversità. Ad esempio, nel “Giardino delle Mele Antiche” di Castel del Giudice, si cammina tra filari che raccontano storie.

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