Stracciata molisana: il formaggio fresco che racconta la tradizione del Molise

Lì dove le montagne incontrano i pascoli e il tempo ha ancora il sapore della calma, nasce un formaggio che è quasi un gesto d’amore: la stracciata molisana. Un nome semplice, ma che racchiude la poesia di un’antica sapienza casearia, fatta di mani esperte, latte profumato e tradizioni che si tramandano come si tramanda una carezza.

La stracciata è una pasta filata che non si taglia: si strappa, si allunga, si intreccia. Viene prodotta ancora oggi nei comuni dell’Alto Molise come Carovilli, Agnone, Capracotta, con il latte crudo di vacche al pascolo. Ogni striscia morbida si ripiega su sé stessa come un nastro bianco, fresco, delicato. Si gusta in purezza o  spesso adagiata su una fetta di pane casereccio. In passato, si serviva nelle feste di nozze, simbolo di abbondanza e festa: la sua forma allungata e generosa sembrava perfetta per abbracciare, per unire, per celebrare. Oggi è diventata un simbolo di qualità, premiata anche a livello nazionale, come nel 2017 agli Italian Cheese Awards. E c’è perfino chi, come il Papa, l’ha voluta sulla propria tavola, scegliendola da uno dei caseifici più storici del Molise.

La stracciata non ha bisogno di esagerare: non è stagionata, non è invadente. È un’esperienza di freschezza, un ritorno al latte vero, al gesto semplice e sincero.

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