Nel cuore di San Giacomo degli Schiavoni, la Parrocchia dei Santi del Rosario rappresenta non solo l’unico presidio religioso del paese, ma anche un ponte tra passato e presente, tra memoria e rinascita. Questo centro, oggi tranquillo borgo collinare del Basso Molise, affonda le sue radici in un passato che incrocia templari, crociati, e movimenti migratori dall’altra sponda dell’Adriatico.
In origine, infatti, il territorio era abitato dai Cavalieri Templari, che qui avevano stabilito un casale strategicamente posizionato vicino al tratturo L’Aquila-Foggia, nel luogo oggi noto come Contrada delle Piane. Gli abitanti dell’epoca erano contadini, pastori e allevatori, dediti a una vita semplice e rurale.
Nel 1404 il feudo passò alla famiglia De Riccardis, ma fu il tragico terremoto del 5 dicembre 1456, che sconvolse buona parte del sud Italia, a cambiare tutto. L’antico casale e la chiesetta di San Pietro furono completamente distrutti. Solo poche famiglie sopravvissero, rifugiandosi nel Palazzo Baronale del Vescovo di Termoli, Duccio, che all’epoca era anche barone di San Giacomo.
Nei decenni successivi, una nuova comunità si formò attorno a un’antica chiesa preesistente, probabilmente dedicata già alla Madonna del Rosario, e su quelle rovine venne ricostruita l’attuale Parrocchia SS. del Rosario. Fu proprio in questa fase che si unirono agli abitanti locali anche gruppi di immigrati provenienti dalla Schiavonia (l’attuale Slavonia), in fuga dall’avanzata degli eserciti turchi. A loro si deve il nome attuale del paese.
Oggi la parrocchia è il centro spirituale di una comunità che ha saputo rinascere più volte dalla distruzione, custodendo un’identità che è sintesi tra memoria medievale, accoglienza e devozione mariana.