A pochi chilometri da Campobasso, Mirabello Sannitico si sviluppa su un colle a 600 metri s.l.m., incorniciato da vicoli suggestivi che raccontano la sua storia. Il paese, originariamente avamposto a difesa del Monastero di Santa Maria di Monteverde, deve il suo nome al latino Mirum bellum, con “Sannitico” aggiunto successivamente per distinguerlo da altri comuni. Fondato probabilmente in epoca longobarda, fece parte prima della Contea di Bojano e poi di quella del Molise, passando sotto il dominio di varie famiglie nobili, tra cui i D’Alemagna, i Gambatesa, i del Balzo e i Frangipani.
Il centro storico custodisce la Chiesa di Santa Maria Assunta, risalente a epoche antiche, ma ricostruita nel 1876 dopo il terremoto del 1805. Al suo interno spiccano un altare in marmi policromi, una croce d’argento e un dipinto raffigurante la Vergine con San Nicola e San Pietro. Degne di nota sono anche la Chiesa di San Giorgio, situata su un’altura, e quella dell’Annunziata, fondata dai Frangipani e restaurata dopo il sisma. Nei dintorni, condivisa con Vinchiaturo, sorge la Chiesa di Santa Maria di Monteverde, nei pressi dei resti dell’antico insediamento di Ruffirium.
L’evento più sentito è la festa patronale di San Giorgio. Nella notte tra il 22 e il 23 aprile e il 16 aprile, le strade si illuminano con i tradizionali falò, detti laure, che donano al borgo un’atmosfera suggestiva, quasi surreale. Il giorno della festa è consuetudine preparare zeppole e fiadoni, piatti tipici della tradizione locale. Tra le specialità gastronomiche spiccano anche le lumache al sugo e le taccozze con fagioli, piatti semplici ma ricchi di sapori autentici.
Mirabello Sannitico, con la sua storia, le sue tradizioni e la calorosa ospitalità dei suoi abitanti, rappresenta un piccolo gioiello del Molise, perfetto per chi desidera immergersi in un’atmosfera d’altri tempi.